1° Congresso Nazionale U.I.L. Sicurezza

Il 15 di aprile 2019, presso la Sala Conferenze dell’hotel “Mediterraneo” di Roma, alla presenza di tutti i delegati, e’ stato celebrato il 1° CONGRESSO NAZIONALE, durante il quale, è stato eletto segretario generale Antonio Lanzilli.

Oltre al neo segretario generale Antonio Lanzilli il congresso ha eletto il Tesoriere Pasquale Cafagna, il Presidente Paolo De Gregorio ed i componenti della segreteria nazionale, Paolo Giardina, Clemente Manzo, Paolo Tofanari e Antonio Nuzzolo

Quello che è emerso con forza dalla relazione del segretario generale Antonio Lanzilli e dai contributi offerti dai partecipanti al congresso, è la assoluta necessità di affrontare le problematiche sindacali in un’ottica di confederalità, seppur con i dovuti correttivi richiesti dalla specificità tipica del lavoro del poliziotto. L’operatore di Polizia, in quanto lavoratore della sicurezza, ha delle peculiarità particolari e, per questo, necessità di una tutela sindacale specifica ma, il poliziotto, è anche semplicemente un lavoratore e quindi, ha bisogno anche di una tutela generale, riservata ai lavoratori in quanto tali.

La U.I.L. sicurezza, nei prossimi mesi sarà impegnata nel chiedere una maggiore razionalizzazione delle risorse, una maggiore dislocazione dei presidi sul territorio nazionale, maggiori assunzioni, la riforma del regolamento di disciplina e di servizio, un contratto decoroso che consenta di vivere in modo dignitoso e maggior tutela per gli operatori di polizia.

Ma sarà sopratutto impegnata a tutelare le poliziotte e i poliziotti dal punto di vista psicologico perché, in Polizia da qualche anno si registrano molti suicidi, dovuti ad una non attenta valutazione dello stress che porta all’insorgere di patologie come il “burnout”. Quello che deve essere cambiato è, l’approccio che ha l’amministrazione nei confronti di colei o colui che segnala un disagio, un problema psicologico perché, oggi, al poliziotto che dovesse segnalare un malessere, gli verrebbe tolta la pistola, le manette ed il tesserino. Questo atteggiamento punitivo induce il poliziotto a non rappresentare il proprio malessere e, quello che potrebbe essere risolto con qualche seduta psicologica, col tempo logora la psiche, aggrava il quadro psicologico e quando ci si accorge di quello che sta accadendo è troppo tardi.

RELAZIONE INTRODUTTIVA DEL SEGRETARIO GENERALE

Relazione-1-Congresso-Nazionale

DOCUMENTO FINALE

Documento-Finale-Congresso